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Italiano > Portoghese (Portogallo): Romanzo autobiografico di 490 catelle da 2000 caratteri

romanzo autobiografico di 490 catelle da 2000 caratteri, termine prima possibile

Esempio di testo:
Consigliato da Paolo comprai il biglietto per Ilhéus, 250 chilometri circa a nord e a più di 4 ore di autobus,- mi stavo preparando per viaggi ben più lunghi che feci in seguito-, passando prima per Itagimirim, Camaca, Arataca e infine per Buererema; arrivai nel primo pomeriggio, come sempre mi ripromettevo di arrivare in qualsiasi nuova cittadina, per evitare spiacevoli inconvenienti. Visitai il teatro dedicato a Jorge Amado e la statua che lo ritrae a capo chino con il mento appoggiato alle nocche delle mani chiuse, nella classica posa del pensatore,- Ilhéus è la città natale del grande scrittore brasiliano, dove trascorse buona parte dell’infanzia prima di trasferirsi a Salvador-; mi diressi in spiaggia e, come se fossi diventato un animale acquatico, dovetti bagnarmi e respirare a fondo la salsedine:la distanza prolungata dall’oceano poteva compromettere irrimediabilmente la mia salute, lesionando per sempre quelle che ormai erano diventate delle branchie. Quella piccola cittadina, una specie di collina arroccata lungo la costa, con case colorate e strette vie in porfido, piccole piazze come a Venezia e una spiaggia poco distante da quella cittadina, deserta, incontaminata, mi diede il primo vero impulso, da quando ero partito, di fermarmi e riposare.
In quella spiaggia c’era un bar-ristorante in legno, in cui al piano terra trovava posto l’attività, mentre a quello superiore c’erano gli alloggi del titolare, una semplice camera e un cucinino; il bagno e la doccia erano all’esterno, lì, nel pieno tropico del capricorno, l’inverno non esiste. Seppi che, dopo una lunga chiacchierata a stomaco pieno, moqueca e caipirinha,- il mio spagnolo si era trasformato in un portoghese turistico ma comprensibile-, se mai avessi voluto comprarlo, il proprietario chiedeva una cifra attorno ai seimila euro:quello era il prezzo, tutto sommato a buon mercato, di quell’angolo di paradiso per uno straniero, un gringo. La mattina presto ma non troppo sarei uscito con la barca per pescare il necessario per soddisfare qualche cliente, quel tanto che mi bastava per comprare qualche libro- potevo imparare a leggere il portoghese, ero già sulla buona strada-, pagare la corrente e il cibo che non fossero manghi, banane, cocchi, pomodori e patate che avrei potuto benissimo coltivare. Conoscevo, tramite la letture di alcuni romanzi, il cittadino più illustre di quella città, Amado:Teresa Barista stanca di guerra e Il paese del Carnevale seppur ambientati oltre oceano, rispecchiavano, nei temi trattati, nell’umiltà e nell’attenzione concessa agli ultimi e alle persone semplici, nel rispetto per la grandezza della natura, i poeti dell’infanzia, Pascoli, Leopardi e Carducci, facendomelo sentire vicino, meno straniero in paese che a poco a poco mi accoglieva. Avrei potuto sentirmi a casa, avrei sposato una brasiliana, avrei seguito la mia fantasia assecondandola con l’inchiostro e la ruvida carta bianca, seguendo le sue orme e accogliere, con un piatto preparato dalle mie mani, qualche fedele lettore, proveniente dagli altri due capi del mondo, l’Europa e la Cina.
Ma non potevo fermarmi, sarei tornato, comunque, un domani:al Nord le vita era meno cara, i soldi iniziavano ad assottigliarsi, avrei potuto, con gli ultimi, prendere la nave o un aereo da Natal- a seconda di quale fosse stato più economico- e attraversare il golfo del Messico per arrivare a New York. Sarebbe stato assurdo iniziare a lavorare in Brasile, per uno stipendio di 900 reais, più o meno trecento euro, quando in America avrei potuto guadagnare quasi dieci volte tanto; non sapevo ancora cosa avrei fatto, comunque, prima di arrivare fin lassù, avevo ancora un bel poco di strada che mi permetteva di pensarci e di farmi nuove idee, chissà, nuove conoscenze utili. In fin dei conti, mai che fossi stato in difficoltà, avevo dei parenti in Canada, il fratello di mia nonna Ada, emigrato dal veneto trent’anni prima in Francia, poi a Londra ed infine a Montreal.

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